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La consapevolezza, la nostra migliore risorsa

Siamo noi che diamo valore alle cose, il valore nasce da come siamo e dalla consapevolezza del nostro carattere e delle nostre capacità.

Nella vita accadono mille episodi che possono modificare il nostro stato d’animo, sta nella nostra capacità il saperli affrontare in una scelta continua, mentre la vita scorre in un ciclo perpetuo, sempre uguale a sé stessa. Notte, giorno, buio e luce, siamo noi che ‘coloriamo’ la nostra giornata e che diamo valore alle cose che facciamo, anche le più semplici, come farci da mangiare ogni giorno.


L’ unico bivio nel nostro agire, tra bene e male, sta nella consapevolezza.

L'individuo deve riconoscere le proprie qualità e i propri difetti, sapervi attingere, sapere se si è in forze o in un periodo di debolezza, osservare la giornata nella sua parte reale.

Essere consapevoli vuol dire essere presenti a sé stessi, consapevoli del proprio mondo interiore, dello stato d'animo, delle emozioni, di quel momento o di quel periodo, senza nascondersi i limiti.


Questo è vivere, la consapevolezza non si può spiegare come una ricetta!

Essere presenti porta a valutare correttamente ciò che accade ogni giorno, porta ad avere effetti positivi, qualsiasi cosa sia accaduta o accadrà.

Se sono consapevole di essere un “ritardatario seriale”, non conviene arrivare con un certo anticipo all’appuntamento? Se non lo sono, arriverò spesso all’ultimo, imprecando sulla mole di lavoro o di impegni che la vita infligge.

Arrivarci, come dicevo, non è questione di ricette ma di impegno e di cura verso sé stessi.

Impegno vuole dire comprendere che è un percorso lento non rapido, poi devi avere il tempo necessario e avere cura significa che bisogna mettere attenzione verso i nostri comportamenti.


Tutti “vogliono essere” consapevoli e prendersi cura di sé stessi?

Nel mio lavoro, ogni volta che comincio un percorso di consapevolezza ogni esperienza è differente.

C'è chi è portato ad essere aiutato e ha un forte istinto verso lo sviluppo personale, basta una frase, un’emozione meglio compresa e la persona immediatamente amplia la conoscenza di sé.

Altri fanno fatica ad accettare lo stimolo del confronto, l'aiuto non lo considerano fondamentale e stentano a chiedere aiuto perché non credono nei percorsi di crescita o nella collaborazione.


Ma è il tempo, il grande nemico contemporaneo della consapevolezza.

Pur essendo vera la cultura del “time management” (non è vero che non c’è tempo, siamo noi che lo utilizziamo male) in alcune realtà sociali non c'è molto spazio, pensiamo solo al tradizionale modello di famiglia contemporanea.

Entrambi i genitori lavorano la maggior parte della giornata, ci sono poi i figli da seguire, la scuola, la casa, i genitori anziani, gli amici…

In giornate così piene quando sono finiti gli impegni la persona si dedica ad attività più leggere che si parli di cibo, di sport, di amici o di momenti di convivialità.

Sono piacevolissimi momenti di svago ma non vanno mai confusi con il prendersi tempo per l’ascolto di sé, sono semplicemente attività, spesso abitudini, per soddisfare la dinamica dovere/ricompensa.


Per l'ascolto interiore ci vuole distacco dalle abituali attività, dal rumore, dagli amici, dai ritmi e l'inizio è sempre difficile.

Difficile perché bisogna accettare di impegnarsi anche nei pochi momenti cosiddetti liberi, difficile perché la prima cosa che si affronta è quel carico emotivo dentro di noi che è la prima “sensazione” che scorgiamo nel silenzio.

Spesso in ascolto troviamo parti preziose di noi stessi e anche qualche parte ‘meno brillante’, il che a volte, ci può mettere in difficoltà riportando un’immagine di noi diversa da quella proponiamo abitualmente nei Ruoli sociali.


Insomma, essere consapevoli è un bene, forse il più prezioso per affrontare la realtà della vita ma è di difficile estrazione, proprio come trovare i diamanti.

Ma se li trovate, sono veramente una fonte inestimabile di ricchezza.

Iniziate la ricerca, chi cerca trova …


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