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Le 5 regole principali del metodo cognitivo comportamentale

Nel corso degli anni, lavorando con persone diverse, in percorsi diversi, con storie uniche alle spalle, ho imparato un principio che considero centrale nel metodo cognitivo comportamentale: non serve una teoria complicata per cominciare a cambiare, servono principi solidi, verificati nel tempo, che la persona possa portare con sé nella vita di tutti i giorni.


Ecco allora le cinque regole principali che tornano più spesso e che considero davvero il fondamento su cui costruire un percorso di consapevolezza e di cambiamento:

  1. i pensieri non sono fatti reali;

  2. l’emozione si accoglie come segnale, l’azione si sceglie;

  3. il perfezionismo è un valore tossico;

  4. l’evitare, nutre il problema;

  5. la motivazione segue l’azione, non la precede.



I pensieri non sono fatti reali

La nostra mente produce ogni giorno migliaia di pensieri, ipotesi, previsioni, interpretazioni, buona parte di queste ipotesi, sono delle vere e proprie “fake news” soprattutto quando le emozioni o l’ansia entrano in gioco: notizie non verificate che il cervello propone come se fossero verità assolute.

Imparare a osservare un pensiero senza crederci automaticamente, senza prenderlo per forza come descrizione fedele della realtà, è il primo passo per limitare quella parte di noi che tende sempre a immaginare lo scenario peggiore.


L’emozione si accoglie come segnale, l’azione si sceglie

Non possiamo annullare a comando la paura, la rabbia, la vergogna o il senso di smarrimento, per quanto ci piacerebbe poterlo fare. Le emozioni spesso arrivano in maniera inaspettata, non abbiamo un controllo o una gestione immediata di questo segnale.

Quello che possiamo cercare di fare, invece, è come comportarci mentre l’emozione è presente. La forza personale è nella capacità di agire in direzione dei propri valori anche quando le emozioni non sono ancora andate, non si sono spente.

Ancora oggi l’intelligenza emotiva è considerata una delle principali soft skills ricercate nel mondo lavorativo e relazionale.



Il perfezionismo è un valore tossico

Essere “perfetti” è, paradossalmente, uno dei modi più rapidi per rimanere bloccati. Molte persone rimandano per mesi, a volte per anni, un passo importante della propria vita, semplicemente perché non erano abbastanza pronte, abbastanza preparate, abbastanza sicure di non sbagliare.

L’azione imperfetta batte sempre l’immobilità perfetta. L’errore non è una pagella definitiva sul proprio valore, è semplicemente un dato prezioso che permette di procedere con qualche informazione in più rispetto a prima.


L’evitamento nutre il problema 

Rimandare una situazione problematica o scomoda produce all’inizio un sollievo immediato ed è anche il motivo per cui l’evitamento è una strategia così diffusa e radicata in tutti noi. Il problema è che quel iniziale sollievo ha un costo psicologico che si paga più avanti, sotto forma di un’ansia che nel tempo cresce invece di diminuire.

Affrontare gli ostacoli a piccoli passi, senza pretendere di superarli tutti in un colpo solo, consente al cervello di allenarsi progressivamente, di disinnescare la paura alla radice, invece di lasciarla crescere indisturbata nell’ombra dell’evitamento.



La motivazione segue l’azione, non la precede

Questa è forse la regola che ribalta un modo comune di pensare al cambiamento. Aspettare di sentirsi pronti, di avere la giusta ispirazione, la giusta energia e la giusta motivazione prima di cominciare è una trappola mentale molto diffusa, perché la motivazione spesso non arriva finché non ci si è già messi in movimento. Iniziare è ciò che genera l’energia necessaria per continuare.

I cambiamenti reali avvengono lentamente, e non nell’attesa del momento perfetto per cominciare.


Cinque regole, un solo metodo

Queste cinque regole non sono pensieri isolati, sono i fondamenti di un unico approccio, quello cognitivo comportamentale, che nel mio lavoro quotidiano provo a rendere concreto e utilizzabile nella vita reale delle persone.

Non servono grandi rivoluzioni per cominciare ad applicarle. Serve solo comprendere, quale di queste regole sentiamo più vicina al nostro momento attuale, e cominciare da lì.


Per una consulenza privata, inviare un’e-mail a paoloconca60@gmail.com 


 
 
 

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